Nonostante il borgo marinaro sia minuscolo non li avevo mai visti prima.
Sette turisti così diversi l’uno, dall’altro.
Sette come i vizi capitali.
Il tizio con gli occhiali prova a contrattare un po’ col proprietario della barca: trova eccessivo spendere quindici euro per visitare le grotte e le calette dell’isola.
Alla fine la sua avarizia cede all’affabilità del marinaio.
Appena salita in barca la ragazza bionda cerca di attaccare bottone col tizio seduto alla sua destra, ma il suo giovane seno in bella mostra sembra non avere effetto su lui, che indolente si appisola, lasciandosi cullare dalle onde.
Intanto sua madre addenta una focaccia salata.
Osservo la sua mole… penso che dovrebbe pagare il doppio.
Le forme della giovane bionda sembrano tuttavia suscitare l’interesse della mia fidanzata.
Sdegnata mi sussurra: «Tutta rifatta».
Abbozzo un sorriso.
Mentre visitiamo la grotta del tuono, rimbomba la voce dell’anziana signora, fasciata da un pareo giallo: «Questo motore non si sopporta più… non si può spegnere?».
Squadro disgustato la sua stranezza e provo ad estraniarmi dal resto dei naviganti, sedendomi vicino al vecchio marinaio.
Mentre la barca continua a spingersi dentro la grotta, gli chiedo il nome.
Distoglie lo sguardo dal mare e, ghignando, risponde: «Caronte»
Sette turisti così diversi l’uno, dall’altro.
Sette come i vizi capitali.
Il tizio con gli occhiali prova a contrattare un po’ col proprietario della barca: trova eccessivo spendere quindici euro per visitare le grotte e le calette dell’isola.
Alla fine la sua avarizia cede all’affabilità del marinaio.
Appena salita in barca la ragazza bionda cerca di attaccare bottone col tizio seduto alla sua destra, ma il suo giovane seno in bella mostra sembra non avere effetto su lui, che indolente si appisola, lasciandosi cullare dalle onde.
Intanto sua madre addenta una focaccia salata.
Osservo la sua mole… penso che dovrebbe pagare il doppio.
Le forme della giovane bionda sembrano tuttavia suscitare l’interesse della mia fidanzata.
Sdegnata mi sussurra: «Tutta rifatta».
Abbozzo un sorriso.
Mentre visitiamo la grotta del tuono, rimbomba la voce dell’anziana signora, fasciata da un pareo giallo: «Questo motore non si sopporta più… non si può spegnere?».
Squadro disgustato la sua stranezza e provo ad estraniarmi dal resto dei naviganti, sedendomi vicino al vecchio marinaio.
Mentre la barca continua a spingersi dentro la grotta, gli chiedo il nome.
Distoglie lo sguardo dal mare e, ghignando, risponde: «Caronte»
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